ANGELO
CINGOLANI : SUB-URBIS ET ORBIS
Venerdì
16 settembre alle ore 19,30 nei locali del May Mask Cafè
in via Sulis si terrà l’inaugurazione della mostra
di Angelo Cingolani Sub-urbis et orbis. L’esposizione, visitabile
fino al 1° ottobre con 15 opere di medio e grande formato, è
accompagnata dal testo critico a cura di Erica Olmetto:
“Tempeste
di giallo, verde e rosso, inondate di luce impressionista, diventano
improvvisamente violenza deformante dai colori acidi, volti appuntiti
e impasti cromatici tipicamente espressionisti. Poi la natura si
trasforma e l’uomo, artefice primo della sua distruzione,
non ha più senso di esistere. Il mondo che ha creato non
ha il tempo di fermarsi a pensare, ammirare l’infinito dei
boschi, il riflesso della luce solare nell’acqua, l’effetto
cromatico dei fiori sparsi su un prato. E’ un mondo che non
conosce Natura, non ha più niente di umano, è il mondo
visto da Angelo Cingolani.
Pittore per passione dai primi anni ’80 ad oggi, instancabile
nella sua vena creativa, Cingolani ha affrontato una lunga ricerca
stilistica sperimentando diverse tecniche pittoriche quali olio,
tempera, inchiostro e pastello. Ama dipingere su formati di media
e grande dimensione e la carta da spolvero costituisce uno dei supporti
più frequentemente utilizzati, particolarmente adatti alla
rappresentazione del caos metropolitano, soggetto caro all’artista
negli ultimi anni. Le strade, vorticosamente lanciate nel cielo,
percorrono un universo caotico che non è più quello
di una città terrena. E’ come se tutto fosse stato
spostato più giù, in un mondo sotterraneo, privo di
luce, di aria e vita animale, e il traffico, i ponti, le ciminiere
e i palazzi fossero al di sopra delle nostre teste, ormai insignificanti,
nascoste sotto una fitta e impenetrabile coltre fumogena. In questo
pianeta, dove il cielo non è più azzurro ma assume
tonalità giallognole e a tratti rossastre, l’inquinamento
ha fatto il suo corso. Una triste realtà che attanaglia la
società moderna e che non vede nel futuro una soluzione,
se non verso un peggioramento. Gli scenari suburbani, visti quasi
sempre dall’alto, come in La disumana spoetizzazione capitalistica,
si fanno sempre più cupi e angoscianti. Cresce la tensione
negli animi pervasi da un senso di soffocamento in L’oppressione
metropolitana, dove, la città è letteralmente divisa
in strati e percorsa da strade che s’incrociano come tentacoli
brulicanti di automobili impazzite. Neanche un filo d’aria
nella città sommersa e impestata dai fumi velenosi delle
ciminiere in Le invisibili camere a gas, conclusione inevitabile
di una società corrotta, serva del denaro, che ha trasformato
la vita in un tragico destino di morte. Infine, in L’orrida
speculazione mondiale il mappamondo è visibile dallo spazio
come un intricato reticolo di strade e viadotti che hanno ormai
invaso Oceani e Contenenti. Insomma, in un mondo come questo, non
c’è più spazio per l’amore, l’arte
e la poesia. Non c’è più spazio per la vita”.
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