ROBERTA
DOGLIO: PETALS
Giovedì
24 marzo alle ore 19.30, presso il May Mask Cafè in via
Sulis, si terrà la presentazione del romanzo di Roberta
Doglio, Petals, con testo critico a cura di Erica Olmetto:
"Per
la tua felicità darei in cambio la mia, quand'anche tu
non lo sapessi mai; così soltanto per sentirti ridere qualche
volta, da lontano, di quella gioia data del mio sacrificio"
(Rostand, Cirano de Bergerac).
Il
cuore perde petali tra le foto, le bambole impiccate, le scritte
di smalto e rossetto, le pareti rosa, viola e nere. I petali continuano
a cadere come brevi frammenti di memoria mentre l'anima, sconfitta,
perde i suio sogni, gli incantesimi vissuti da bambina e vive
solo di ricordi. Immersa com'è nelle tinte violente che
colorano una stanza satura di ricordi che riaffiorano, involontariamente.
Non perdona l'amore quando colpisce e lo fa lasciando segni indelebili.
Bussa alla porta attraverso i sensi, entra dentro e traccia le
sue intenzioni, i suoi desideri, taglia e lacera sino a bruciare
senza pietà: "Assopito. Ecco cosa ha fatto fin ora
il mio amore. Dormiva. Ho creduto per poco di averlo sconfitto.
Credevo che la distanza che per un mese ci ha separato l'avesse
portato via. Ma lui dormiva. In me. C'è stato un momento,
quando ci siamo separate, in cui lui, sfinito, è crollato
al suolo. Lacerato, vomitava i propri brandelli insaguinati. Piegato
dalla realtà, singhiozzante di dolore, è caduto,
l'ho colpito..." (Petalo 40). Sono parole di dolore e passione
quelle con cui Roberta Doglio racconta Petals, la sua storia d'amore,
il suo primo romanzo in versi nato tre anni fa quando aveva 19
anni. Consapevole della sua "condizione alienante",
del suo essere borderline, Violet, autrice protagonista, si distacca
volutamente da una realtà piena di cose inutili e scontate.
Vive al limite della follia mentale, in un perenne stato conflittuale
che divide le sue emozioni. Ha sempre la sensazione di trovarsi
su una linea di confine che valorizza la sua diversità,
la sua ambiguità e, infine, si compiace quando scopre di
poterla condividere con Tobiah, il suo migliore amico.
"Potrei
aprire pelle in cerca di sollievo. Potrei lasciare gocciolare
sangue, perchè so che non c'è soluzione. Ho smesso
di cercarla. La lametta rimane pulita. Sono davanti al cuore che
mani di donna tengono, come se ne avessero pieno potere. Perde
petali." (Petalo 66).
Il racconto scorre fluido e compatto, in un crescendo continuo
di sanguinosi spasimi vissuti negli ultimi istanti come in un
delirio, nel silenzio chiuso del dolore, che non trovano pace
se non alla fine con la morte.
E' il suicidio dell'anima, ormai spremuta, dilaniata, straziata,
sfinita dalle schegge che l'hanno trafitta. Così Violet
canta la rinuncia all'amore che l'ha sconfitta e uccisa. Come
un fiume in piena che tutto travolge e porta con sé, il
cuore cerca di liberarsi dalla sofferenza finché "l'esplosione
sarà immensa e lascerà solo petali" (Petalo
72).
Roberta Doglio nasce a Cagliari nel 1981.
Studentessa di lingue e comunicazione
regala ai suoi lettori, quale sua opera prima,
un romanzo in versi. Il libro è stato
presentato al pubblico il 29 gennaio 2005 a Cagliari,
presso i locali dell'Ersu.