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FRANCESCA RANDI: IL PICCOLO PRINCIPE ED IL VISCONTE DIMEZZATO

giovedì 16 febbraio 2006

Una ricerca inesorabile del perché delle cose in un orizzonte surreale nel quale è facile soffermarsi sugli aspetti curiosi e aneddotici.
Due universi paralleli, uno fatto di letti ed uno fatto di imbarcazioni in disuso, in una rappresentazione grottesca e disillusa di due fasi della vita, due esseri alla ricerca di una prepotente individualità.
Randi più che rappresentare una varia umanità rende visibile la varietà dell’essere umano fuori dai canoni estetici correnti.
Il piccolo principe che vaga nel paese mille letti, costantemente disabitato, abbandonato da una società troppo impegnata nelle spietate imposizioni da essa stessa dettate, incapace di adagiarsi e sognare ancora, obbligata ad assegnare un valore fasullo ad ogni oggetto, così anche la sua rosa, compagna di viaggio, assume un’eternità effimera diventando d’argento, ma perde per sempre il suo profumo.
Il visconte dimezzato, enigmatico, senza volto, combattuto nella sua ricerca della metà mancante tra il conformarsi alla società modaiola o scavalcare l’orizzonte di navi in disarmo che impediscono la visuale, riunirsi a se stesso e diventare un essere completo, affermando la propria individualità. Randi nella sua rappresentazione lascia spazio all’interrogativo, ci è ignota la conclusione di questi due viaggi paralleli, entrambi probabilmente volti a consacrare due riti di passaggio, quello che dalla fanciullezza porta alla malizia dell’adolescenza, e quello che dall’adolescenza porta alla solidità dell’essere uomo.

Arianna Accorte


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Due libri che hanno segnato l'adolescenza (e non solo) di molti, il capolavoro di Saint-Exupery e quello di Italo Calvino: sono il piccolo principe ed il visconte dimezzato, ispiratori di una affascinante mostra fotografica al May Mask di Cagliari. Lo spazio di via Sulis ospita fino a giovedì gli scatti della cagliaritana Francesca Randi, che hanno come protagonisti un bambino e un giovane. Sperduto tra brande militari deserte, il primo, si aggira tra i letti vuoti con una rosa d'argento in mano, come il piccolo principe sulla terra senza una meta, lontano dal suo amato pianeta. Il giovane senza volto ricorda il visconte dimezzato, ombra che vaga silenziosa tra carcasse di navi arrugginite, forse alla ricerca della sua identità, forse in fuga dal mondo reale. Due viaggi paralleli, quelli ritratti dalla Randi, due percorsi senza fine che si muovono su orizzonti malinconici e onirici raccontati con sensibilità e poesia.


Recensione di Francesca Mulas

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