GIORGIO
PODDA: Per Sentito dire. La filosofia greca
Ho capito,
non so perché, fin da ragazzetto, che la Filosofia racchiudeva
un tesoro dello spirito. Eppure, in occasione di decisioni importanti,
ho perso, senza troppe rèmore, il treno per il fatale incontro;
ad esempio, non iscrivendomi, a suo tempo, al Liceo Classico.
Per parlare “solamente” della Filosofia Greca, non ho
mai letto neppure la "Storia della filosofia occidentale"
di Bertrand Russel e, appena appena, ho letto per intero il Critone,
il Fedone e il Simposio di Platone. Nulla, per esempio, di Aristotele,
ne' alcun compendio esaustivo della filosofia greca.
Se si tien conto di questo (ho solo frequentato il liceo artistico),
nessuna meraviglia che io abbia dipinto teste, nobili, di filosofi,
solo per sentito dire.
Mi avvince, non poco, quando, amici e conoscenti, insegnanti o esperti
del ramo, mi raccontano qualcosa intorno a cinici, sofisti o stoici,
ad Antìstene, Parmenìde, Gòrgia, Socrate, Zenone
oppure Cràtilo; ma infine, sedotto dalla filosofia greca,
anche sulla parola, vengo mosso dall'aneddotica e, perché
no, addirittura dal gossip di pensatrici e pensatori antichi, trascurando
di porre mano ai libri (che pure mi sono occupato di possedere via
via con il tempo. Ho acquistato, da poco, persino "vite dei
filosofi" di Diogene Laèrzio! Senza leggerlo!!) per
colmare la lacuna madornale.
Non so come spiegarlo, ma è come se sospettassi che la filosofia,
ancorché conoscerla a fondo e starle dietro, per l’attrazione
imperiosa che esercita su di me, sia preferibile rimandarla, per
un futuro abbraccio, indefinitamente, a poi; giacché (così
mi immagino) sarà sempre lei, la filosofia, a starmi alle
calcagna; o forse è meglio dire a pararmisi davanti.
Che stia in questa ignoranza, gelosamente coltivata, lo zoccolo
duro della mia curiosità per le cose seminascoste e, in definitiva,
per la sorpresa che può cogliermi, quando il tradimento dell’idea
iniziale s’è trasformato in un dipinto compiuto? Mah…
Ho come l’intuìzione che la Patafìsica (da Jarry
a Cortàzar) abbia più che un fondamento; e, in questo
caso, mi faccio patafìsico senza esitazione.
Come pittore soggiàcio, come tanti più illustri prima
di me, all’attrattiva della scultura greca e della pittura
greco-romana; per questo ho voluto che la filosofia da ritrarre
fosse quella greca. Le teste sono infatti impastate degli stilemi
e degli stereotipi della scultura classica, con quelle diversioni,
ad esuberàre, che tanto mi divertono.
Il paradosso, o forse la mia personale patafisica, vuole che la
quasi totale disconoscenza della Filosofia Greca, dia luogo a reportages
dei grandi pensatori di pensieri, così, per sentito dire,
più plausibili che a saperne di più.
Senza mai dimenticare che si tratta di tavole con
colori ad olio spalmati sopra, mi piacerebbe che, foss’anche
per la suggestione del Nome scritto sopra, si possa acchiappare,
magari per sbaglio, l’idea di quel baratro di nostalgia che
ci separa da loro: filosofi, filosofe, educatrici sentimentali,
mogli, amanti e ragazzine plebee.
giorgio
podda
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